Due giornate di gara, cinque WOD e una formula che continua a mettere alla prova gli atleti dentro e fuori dal box. La 24060 Water Challenge è tornata il 29 e 30 agosto per la sua settima edizione, portando sul floor team da tre atleti nelle categorie Scaled e RX.

Come ormai da tradizione, la competizione organizzata da Nicola Pagani, owner di Antidote 27, non si è limitata ai movimenti più classici del CrossFit. Worm, piscina, SkiErg, corsa con la palla medica e persino un bilanciere realizzato appositamente da un fabbro hanno costruito un weekend dal carattere decisamente unconventional.

Non è mancato qualche momento critico, soprattutto durante il primo WOD, ma anche la capacità di adattare la programmazione e accompagnare gli atleti fino a una finale pensata per essere affrontata davvero come squadra.

Day 1: Inception e Thor aprono la competizione

Il sabato è iniziato con Inception, un workout che ha portato subito i team a lavorare con il worm, alternando squat (scaled) e/o thruster (RX) a una parte di ginnastica in verticale: handstand push-up (scaled) e handstand walk (RX).

È stato anche il WOD più discusso dell’intero weekend. Le temperature elevate avevano reso il pavimento particolarmente caldo e diversi atleti hanno riportato bruciature alle mani durante la prova. Un elemento che ha inevitabilmente inciso sull’esperienza di gara e che è diventato uno dei principali temi di confronto al termine della manifestazione.

Dopo una partenza tanto intensa, il WOD 2 – Thor ha cambiato completamente registro, lasciando spazio alla forza e alla tecnica con il bilanciere.

Gli atleti si sono confrontati con overhead squat, hang snatch e squat snatch. In questo caso non contava il tempo: lo score del team era dato dalla somma dei migliori pesi sollevati dai tre componenti. Una prova nella quale ogni chilo poteva cambiare la classifica e in cui strategia, gestione dei tentativi e solidità tecnica hanno avuto un ruolo determinante.

Day 2: Cast Away porta la gara in piscina

La seconda giornata è ripartita dall’elemento che rende questa competizione immediatamente riconoscibile: l’acqua.

Nel WOD 3 – Cast Away, i team hanno affrontato nove round di wall ball, mentre a rotazione uno dei tre atleti completava una sequenza composta da 25 metri di nuoto, 10 calorie allo SkiErg e altri 25 metri di nuoto.

Una prova capace di mescolare resistenza, coordinazione e gestione dei cambi. Il nuoto spezzava il ritmo del workout, lo SkiErg caricava ulteriormente la parte alta del corpo e, nel frattempo, i compagni dovevano continuare a lavorare sulle wall ball. Più che la prestazione del singolo, a fare la differenza sono state la comunicazione e la capacità di mantenere il team sempre in movimento.

Top Gun: bilanciere e ginnastica alla sbarra

Con il WOD 4 – Top Gun, gli atleti sono tornati sul floor per una prova costruita attorno a clean & jerk e movimenti alla sbarra.

Dopo il lavoro metabolico in piscina, servivano ancora precisione, forza e lucidità. La combinazione tra bilanciere e ginnastica ha messo alla prova soprattutto la capacità di distribuire il lavoro e gestire la fatica accumulata durante i WOD precedenti, quando la classifica iniziava ormai a delineare i team destinati alla finale.

Una finale modificata e un bilanciere per tre

Per venire incontro agli atleti, la prova conclusiva è stata modificata. La finale ha mantenuto comunque intatta l’identità particolare della Water Challenge, a partire da un attrezzo che difficilmente si incontra in una normale competizione: un bilanciere da tre persone, realizzato appositamente da un fabbro.

I componenti del team hanno dovuto coordinarsi nei deadlift, trasformando anche un movimento apparentemente semplice in un vero esercizio di sincronizzazione. Nessuno poteva anticipare o restare indietro: il bilanciere si sarebbe mosso soltanto grazie al lavoro condiviso.

La seconda parte prevedeva invece che un atleta affrontasse 300 metri di corsa con la palla medica, mentre gli altri due eseguivano box jump e kettlebell shoulder-to-overhead in synchro. Una chiusura fisica e spettacolare, nella quale le squadre hanno dovuto trovare l’ultimo equilibrio tra velocità, ritmo e collaborazione.

Le interviste dal floor

Durante il weekend, noi di CrossTalk abbiamo raccolto le voci dei vincitori dei singoli WOD per raccontare la competizione anche attraverso chi l’ha vissuta sul campo.

Abbiamo inoltre parlato con la head judge Raouia “Laura” Affaoui, co-owner del gruppo To Judge, per ripercorrere il lavoro della squadra arbitrale, le difficoltà affrontate e i momenti più significativi dei cinque eventi.

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Con Nicola Pagani, owner di Antidote 27 e della 24060 Water Challenge, abbiamo invece analizzato punti di forza e criticità di questa settima edizione, l’evoluzione della manifestazione e la volontà di continuare a proporre skill e attrezzature fuori dagli schemi. Spazio anche al live scoring di JR, che ha permesso di seguire in tempo reale l’evoluzione delle classifiche direttamente dal floor.

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Le classifiche finali della 24060 Water Challenge

Scaled M-M-M

  1. I Crispiani
  2. Paciocchini Duepuntozero
  3. Maddalena Athletes

Scaled M-M-W

  1. Due Spalle in Tre
  2. SDM
  3. Papà Boyz e la Bimba

Scaled M-W-W

  1. Ringo Team
  2. Goku Chichi e Majin Bu
  3. Le Letterine

RX M-M-M

  1. Iceberg Freedom
  2. Sai Cosa è il Tacchino?!
  3. La Capitale della Birmania

RX M-M-W

  1. I Marigotti
  2. Pore Bestie
  3. Honeybadgers

RX M-W-W

  1. Dog Mommies
  2. Kevin ho perso il ferro da stiro
  3. Il Santino nel Taschino

Il bilancio della settima edizione

La settima 24060 Water Challenge ha confermato la propria identità: una competizione che cerca di sorprendere, porta gli atleti fuori dalle dinamiche più prevedibili e chiede ai team di adattarsi continuamente.

Tra acqua, bilancieri, worm e attrezzature costruite su misura, la Water Challenge continua così a crescere senza perdere ciò che la distingue: proporre due giorni di CrossFit nei quali la capacità di fare squadra conta almeno quanto forza, tecnica e motore.


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