Dalla malattia alla rinascita: il viaggio di un’atleta CrossFit ® Adaptive verso le Semifinals CrossFit® 2026
Ci sono storie che non si possono raccontare di fretta. Perché non parlano solo di sport. Parlano di cambiamento, di fragilità, di quei momenti in cui tutto sembra fermarsi — e invece è lì che qualcosa ricomincia. Giada Cerpolloni è così:un’atleta CrossFit ® Adaptive che oggi rappresenta una delle storie più intense del panorama CrossFit®.
È una di quelle persone che non ha bisogno di alzare la voce per farsi ascoltare. Ti arriva addosso piano, con una dolcezza disarmante, ma poi resta. E lascia qualcosa.
Nel panorama del CrossFit ® Adaptive, il suo percorso è qualcosa che va oltre la competizione. Già nel 2024 ci aveva parlato dei Games come di “un nuovo inizio”. Una frase che, letta oggi, pesa molto di più.
Perché quel nuovo inizio non era un punto di arrivo: era solo il primo passo!
Quando cambia il modo di reagire, cambia tutto
Non è cambiato solo l’allenamento.
Non è cambiata solo la preparazione.
È cambiato il modo in cui Giada sta dentro a quello che vive.
“È cambiato il modo di reagire, di rispondere a quello che può succedere e a quella che sono adesso…”
E non è una frase detta così, per dire. Dentro c’è la quotidianità di chi convive con qualcosa che non è mai davvero stabile. Sintomi che si ripresentano, altri che cambiano, altri ancora completamente nuovi.
“Ai vari sintomi che il corpo mi presenta ogni giorno, a volte stessi sintomi, a volte nuovi…”
Ed è lì che si gioca la partita vera. Non nel workout. Non nella classifica. Nel modo in cui scegli di rispondere.
“Il modo di rispondere a tutto questo fa la differenza.”
Giada oggi questa risposta l’ha trovata. O meglio, la sta costruendo ogni giorno.
“Ho imparato ad ACCETTARE, ad ACCOGLIERE e AMARE tutto quello che la vita, lo sport mi fa vivere.”
E non è una frase semplice. È una scelta quotidiana.
Fuori dal campo gara, questo è il rumore di fondo dei suoi pensieri.
Dentro il campo gara, è quello che prova a trasformare in azione.
“Dentro il campo gara cerco di mettere in moto questo mio nuovo modo di prendere la vita, di accettare la malattia.”

Il 2025: fermarsi quando non vuoi farlo
Poi arriva il 2025. E non arriva piano.
Una ricaduta.
Problemi a livello sensitivo. Problemi a livello motorio.
Un corpo che, improvvisamente, non risponde più come prima.
E soprattutto, uno stop.
“Non lo nego… È stato davvero DIFFICILE fermarmi. Anche perché è stato inaspettato.”
Fermarsi, quando sei abituato a fare, è una delle cose più dure.
Perché ti costringe a guardarti.
“È stato proprio in quel periodo che fermarmi mi ha fatto riflettere…”

E lì arriva anche la paura. Quella vera.
“Sì, ho avuto anche paura di non tornare più la Giada di qualche mese prima…”
Quella Giada Cerpolloni che, nonostante tutto, stava riuscendo a costruire qualcosa.
Non è stato un passaggio veloce.
Non è stato lineare.
Ci sono voluti mesi.
E anche oggi qualcosa è rimasto.
“Tutt’ora ho degli strascichi…”
Ma dentro questa fase c’è anche una svolta concreta: il cambio terapia.
Un nuovo equilibrio da cercare, ancora una volta.
E, soprattutto, una consapevolezza diversa.
Allenarsi quando tutto cambia
Perché la verità è che quando il corpo cambia, cambia tutto.
Gli allenamenti non sono più gli stessi.
Il volume non è più lo stesso.
L’intensità va ripensata.
“Ho ri-adattato/modificato volume, intensità ma pur sempre allenata…”
Non si è mai fermata davvero.
Ha solo cambiato modo.
“Lo dico sempre che lo sport è il miglior farmaco che possiamo somministrare!!!”
E non è teoria. È qualcosa che vive ogni giorno.
Anche la scelta di cambiare categoria (è rientrata nella Minor – Neuromuscular Impairment) nasce da qui. Non da strategia, non da calcolo, ma da una quasi istintiva risposta.
È una necessità.
Un adattamento.
Una scelta obbligata, ma affrontata con lucidità.

Primo posto all’Open… ma lo sguardo è già oltre
Poi arriva il CrossFit® Open 2026. E arriva un risultato che, per molti, sarebbe il punto centrale della storia: 1ª overall.
Ma con Giada succede qualcosa di diverso.
“Emozione unica ma… sono solo ‘qualifiche’.”
E in quella parola — “solo” — c’è tutta la sua umiltà. Perché sa bene dove si gioca la partita vera.
“La vera prova sarà in campo gara. Tanti fattori potrebbero influenzare, in positivo e in negativo, il momento tanto aspettato.”
Quando le chiedi dove ha fatto il salto di qualità, non parla di tecnica.
Non parla di forza.
Non parla di numeri.
“Il salto di qualità l’ho fatto mentale”
E qui si apre un altro capitolo.
“Cerco di stabilire equilibrio tra pensieri, preoccupazioni che mi frullano…”
Un lavoro invisibile.
Continuo.
Faticoso.
“Questo è stato, è, e lo sarà il workout, per me, più duro.”

Verso le Semifinals: una nuova forma di controllo
Le CrossFit® Semifinals adaptive si avvicinano. Saranno ancora una volta online per gli adaptive, dal 14 al 17 maggio.
Ma la preparazione oggi è diversa, molto diversa! Fisicamente, la parola chiave è ascolto.
“Come sa il mio coach Matteo Fuzzi, quando mi sento di “spingere” sia in termini di carico o volume e intensità in un workout, lo faccio! Gestendo però, anche i giorni successivi, quindi diminuendo o riposando, perché ad oggi la stanchezza, si fa sentire in modo molto diverso rispetto a prima della diagnosi…è molto precoce!”
Questo cambia completamente il modo di programmare, di vivere ogni allenamento, ogni recupero.
E poi c’è la parte mentale.
Quella che Giada stessa definisce il suo vero campo di battaglia.
“Vorrei e voglio ‘spingere’ sempre. Anche quando non è giornata. Anche quando il confronto con la “Giada di prima” si fa sentire. Voglio rimanere nel presente, abbracciare questa Giada…”
Ed è forse una delle frasi più forti di tutto il suo percorso.
Non inseguire chi eri.
Non combattere contro quello che sei diventata.
Accoglierlo.
“Continuare ad agire e divertirmi con queste ‘nuove’ sensazioni del corpo. Senza perdere il controllo, senza fermarsi. Vivere ed accogliere queste emozioni… perché ci sta! Per poi riprendere senza mollare!”
E poi ripartire. Sempre.

Una forza che non fa rumore
Nel mondo del CrossFit®, storie come quella di Giada Cerpolloni non sono solo sport. Perché, alla fine, quello che resta non è solo la prestazione. Non è il ranking. Non è nemmeno il percorso, preso singolarmente.
È il modo.
Giada non è l’atleta che urla.
È quella che costruisce. Che ascolta. Che cade e si rialza senza farne uno spettacolo.
E forse è proprio per questo che arriva così forte.
“Amo la vita, perché è meravigliosa, ricca e unica…”
E qui capisci tutto.
“Amo la mia vita qualunque cosa accada o possa cambiare! E credetemi: nulla accade per caso!”


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